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I Fossili
Fossile definizione: resto, impronta o semplice traccia di organismi animali e vegetali vissuti
dall' archeozoico in poi e conservato grazie al processo di fossilizzazione. I fossili rappresentano
forme di vita passata e permettono di ricostruire il corso dell'evoluzione biologica, sono altresì un
elemento fondamentale per la ricostruzione degli ambienti geografici che si sono succeduti nelle
varie zone durante la storia geologica.
I resti più recenti, appartenenti all'olocene, vengono dette Forme Subfissili; quelli racchiusi in serie sedimentarie
ben definite sono chiamati Fossili di Facies, quelli che hanno caratterizzato un
determinato periodo o epoca sono chiamati Fissili Guida.
Con il termine Fossili Viventi, invece, si indicano le specie superstiti di gruppi che hanno avuto
grande diffusione in periodi geologici passati. Vi sono esempi di fossili viventi sia tra le
piante che tra gli animali. Uno dei più importanti è la Latimeria, unico rappresentante vivente della
sottoclasse dei pesci crossopterigi.
I Fossili sono anche rappresentati oltre che, da resti di organismi completi, dai loro frammenti
che talvolta sono estremamente ridotti. Anche le eventuali tracce che hanno lasciato nei
sedimenti certi esseri viventi sono ugualmente chiamate fossili e testimoniano la loro esistenza e attività.
A questo titolo, gli utensili che l'uomo primitivo ha abbandonato nel terreno sono reperti fossili.
Per lo più i fossili sono costituiti dalle parti dure della struttura degli esseri viventi come conchiglie,
scheletri o parti vegetali. Le stesse parti dure tendono a disgregarsi a contatto dell'aria,
per cui la prima condizione favorevole alla fossilizzazione degli organismi è rappresentata dalla
rapidità con la quale, dopo la morte, avviene il sotterramento. A riguardo di questi infossamenti rapidi,
sono venuti fuori dei veri giacimenti fossiliferi, ricchi di numerosissime specie perfettamente conservate.
E' il caso di muntosi vertebrati, tra i quali lo Smilodon, di cui si ha un importante giacimento
a Los Angeles.
I processi di fossilizzazione sono vari. Il frammento può rimanere integro nel sedimento o
scomparire dopo il consolidamento del deposito dove esso stesso è rimasto seppellito. In questo
caso ne rimane solo l'impronta. Si possono osservare le impronte interne o esterne che ricalcano
perfettamente la struttura interna o esterna di conchiglie scomparse.
Lo stato di fossilizzazione varia moltissimo, ma permette studi ultrastrutturali
considerevoli.
Quando la fossilizzazione riguarda tessuti molli, allora lo studio si fa più interessante,
è il caso di alcuni tessuti epiteliali dei batraci che risalgono all' Eocene o di melanociti (cellule pigmentarie)
di pesci che risalgono al Secondario. Gli insetti inglobati nella resina fossile
denominate "Ambra del Baltico", permettono ugualmente studi istologici su tessuti molli come
muscoli o epiteli.
Gli esempi più celebri sono evidentemente rappresentati dai grandi mammuth conservati infatti nel ghiaccio.
I fossili infine sono utili anche agli studi di paleografia poichè danno
indicazioni sui paleoclimi e sulla distribuzione delle terre e dei mari nei vari periodi geologici.
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Pubblicata la copertina della rivista n.4,
Redazione "Fossili e Minerali".

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